Islanda 2014

Domani iniziero’ il mio viaggio in Islanda, situata vicino al Circolo Polare Artico, un ‘isola che conosco attraverso i libri e le letture (Pescatori d’Islanda di Pierre Loti), il paesaggio quasi lunare, i Vichinghi gli antichi abitatori di questa terra iniziarono intorno all’anno 1000 a scoprire queste terre con le loro navi spalancando all’ umanita’ nuovi mondi.
È un isola che riserva un infinita’ di soprese dai paesaggi agli animali che si incontrano, alle leggende legate agli elfi e folletti.
Eccoci a scoprire per 8 giorni quest’isola solitaria che stupisce per la ricchezza dei suoi contrasti: ghiacciai, vulcani, geyser e cascate favolose, ma l’aspetto piu’ affascianante è costituito dai paesaggi solitari della tundra, delle coste alte e rocciose che scendono con pareti ripide dove nidificano le “pulcinelle di mare” ( uccelli marini diffusi nell’estremo nord dell’Europa, si nutrono di pesci e molluschi, nuotando velocemente anche sotto la superficie del mare grazie alle loro corti ali che servono da pinne, molto ricercati dalle popolazioni dei mari artici per le carni e le penne, in primavera si ricopre di variopinte strutture cornee e in questo modo diventa piu’ appariscente per volume e colore, molto graziosi per la struttura del becco arancione, depongono un solo uovo azzurrino e durante l’inverno migrano nel mediterraneo).
Le coste delle parte meridionale sono basse e sabbiose e formano delle lagune, impressionanti sono i vulcani ancora attivi ricoperti di cupole ghiacciate che danno luogo senza preavviso a eruzioni catastrofiche, certamente nei secoli passati non sara’ stato facile la vita di questo popolo isolato con lunghi inverni e come unica risorsa alimentare la pesca e la pastorizia, fondamentale per quest’isola insieme a mucche, cavalli e pecore, praticamente fino agli inizi del secolo qui non era presente ne’ frutta ne’ verdura (con carenze vitaminiche) ad eccezione dei mirtilli e di una specie di cavolo e dell’erba angelica usata per le minestre (oggi ovviato al problema con la costruzione di serre e l’importazione )
Nelle ns. escursioni ho visto le molte piscine alimentate dall’acqua calda dei geyser, dove gli islandesi si immergono volentieri, nelle campagne le case sono in pietra e torba. Questo popolo è molto legato alle tradizioni popolari, ci sono leggende alcune di personaggi mitici e divinita’ tipo Odino e Flor, e dei folletti presenti ovunque che sono di buon auspicio.
Nel ns. giro eccoci anche a ammirare nell’escursione in barca alla sera vicino a Akureyri le “balene”, grossi cetacei tipici dei mari freddi che scivolavano vicino a noi unitamente ai delfini che danzano festosi in un mare d’orato; in un´altra giornata col mezzo anfibio e muniti di giubbotto di salvataggio abbiamo navigato tra iceberg dai colori azzurrini …….sono emozioni intense che solo la natura puo’ trasmettere, nomi di questi luoghi difficili da ricordare ma le sensazioni rimarranno a lungo …..il mio giudizio su questo tour è molto positivo sia per l’ambiente che riserva un infinita’ di soprese, i vari paesaggi e le tradizioni che continuano a mantenere, gli islandesi amano la loro terra e divertirsi soprattutto durante l’estate quando le notti bianche non finiscono mai in attesa del lungo inverno che li rendi quasi inattivi per lunghi mesi..


12-07
Si parte con volo da Milano alle 23.40 e si arriva a destinazione alle 1.55, con mezz’ora di ritardo e in hotel alle 3 di notte a Reykjavik (baia di fumo) abbiamo circa 4 ore per dormire, visto che domani appuntamento alle 9 nella hall dell’hotel per iniziare il giro della Route n. 1.
13-07
Nel nostro giro ci accompagna Elga e Otto l’autista, cominciamo la strada per raggiungere il Parco Nazionale di Thingvellir - sede dell’antico parlamento da qui si vede la spaccatura tra i 2 continenti nord americano e europeo (un parco nazionale dell´Islanda che si trova nella parte sud-occidentale dell´isola, vicino alla penisola di Reykjanes e all´area vulcanica di Hengill. Per la sua valenza culturale nel 2004 è entrata a far parte dell´elenco dei Patrimoni dell´umanità dell´UNESCO, è uno dei luoghi più importanti della storia islandese: nell´anno 930 vi venne fondato l´Althing, uno dei primi (se non il primo) parlamenti del mondo. L´Althing si riuniva una volta l´anno, occasione "oratori della legge" recitavano la legge alla popolazione radunata e dirimevano le dispute. Nell´anno 999 o 1000 Þorgeir Ljósvetningagoði decretò che il Cristianesimo sarebbe stata l´unica religione islandese. ) Raggiungiamo poi sotto la pioggia la Cascata d’oro di Gulfoss (La portata media è di circa 140 m³/s in estate e 80 m³/s in inverno. Le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11m e 21m di altezza, con orientazione relativa di circa 45°, e proseguono poi in una stretta e profonda gola che si apre nell´altipiano.) Gullfoss, soprannominata spesso "la regina di tutte le cascate islandesi" per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, è situata relativamente vicino alla capitale (120 km circa) e fa parte assieme al Parco Thingvelliri al cosiddetto Golden Circle.Proseguiamo poi verso la costa del sud per vedere altre 2 cascate : Seljalandsfoss e la Skogafoss,
Seljalandsfoss, la Cascata Liquida, è tra le più note cascate dell´Islanda. È rappresentata in molti calendari dedicati all´Islanda e copertine di libri sul Paese a causa del suo aspetto inconfondibile e della sua bellezza selvaggia. Finalmente vediamo da vicino le sorgenti eruttanti dei Geyser sempre molto suggestivi. È ancora attivo il vicino Strokkur (ubicato ai piedi dell´osservatorio sull´ altopiano di Reykjavik) i cui getti di acqua fredda raggiungono i venti metri: hanno una frequenza di circa cinque/otto minuti (fino al primo pomeriggio) e i salti dell´acqua possono essere spettacolarmente due o tre. Intorno al sito si trovano altre sorgenti di acqua calda, il Piccolo Geysir, torrenti caldi e depositi minerali che rendono la zona simile a quella di "un altro pianeta".Si prosegue alla ricerca delle Pulcinella di mare ma qui le vediamo solo da lontano in acqua. Ci fermiamo nel Villaggio di Vik sull’ Oceano Atlantico, l’hotel è proprio di fronte alla spiaggia vulcanica, alla sera ottima cena con zuppa di angelica e trota salmonata.

14-07
Alle 9 dopo un bella colazione lasciamo il villaggio caratterizzato dai faraglioni in mare e andiamo verso il campo di lava piu’ esteso al mondo e la grande distesa di sabbia, un paesaggio lunare, la lava è ricoperta di muschio e camminandoci sopra sembra di sprofondare. Proseguiamo per il Parco nazionale di Skaftafell, dove vi è il piu’ grande ghiacciaio d’Europa Vatnajokull ( ha uno spessore medio di 400 metri e massimo di circa 1100 metri e contiene circa 3.300 km³ di ghiaccio: si trova a partire dai 1400-1800m di quota e forma un paesaggio simile ad un altopiano ondulato (600-1000m) con vallate e gole. Sotto la sua cappa di ghiaccio si trovano diversi vulcani attivi, tra cui il Grimsvötn le cui ultime eruzioni risalgono al 1996 e 1998. L´eruzione del 1996, in particolare, ha sciolto circa 3 km³ di ghiaccio creando un enorme lago glaciale che, a distanza di un mese, si è riversato a valle provocando un grandioso jökulhlaup) e facendo una breve salita arriviamo dalle lingue di ghiaccio incastonate tra le montagne, ci aspetta anche la visita a una chiesa in torba (La torba è un deposito composto da resti vegetali sprofondati e impregnati d´acqua che, a causa dell´acidità dell´ambiente, non possono decomporsi interamente. Essa può includere molti altri tipi di materiale organico, come cadaveri di insetti ed altri animali), poi nel pomeriggio eccoci pronti per il giro con mezzo anfibio sulla Laguna glaciale di di Jokulsarlon (formatasi 80 anni fa ) in mezzo agli iceberg galleggianti nell’acqua azzurra, veniamo dotati di giubbotto di salvataggio e assaggiamo anche un pezzo di ghiaccio appena staccato da un iceberg, mi ricorda il libro “pescatori d’Islanda” e anche il disastro del Titanic.Alla sera eccoci nel villaggio di Hofn, con distante i ghiacciai, siamo in un country hotel, ognuno ha un capanno come camere e si cena con zuppa di pomodoro e aragostine dell’Atlantico.

15-07
Oggi ci dedichiamo ai Fiordi della zona est dell’isola formatisi alla fine dell’era glaciale, le rocce sono in basalto e qui sostiamo in un bel punto dove troviamo un po’ di sole finalmente e un faro, l’attivita’ principale in queste zone è la pesca e anche la pastorizia pecore per la carne e le mucche e anche tanti cavalli presenti nelle fattorie sparse qua e la’. In un fiordo vediamo anche un opera di un artista islandese che ha donato al suo paese (ora lui è emigrato in Cina ) una serie di uova in granito di varie dimensioni di ogni tipo di uccello dell’isola. Per pranzo oggi ci concediamo: una zuppa di agnello e baccala mantecato con patate e pane nero con burro, dopo 3 giorni di panini !!!!! In uno dei fiordi visitiamo la casa museo della signora Petra che ha collezionato per tutta la sua vita qualsiasi oggetto. All´interno dell´abitazione dominano fotografie e ricordi di una vita, vetrine colme di minerali catalogati e il famoso trono, un enorme masso concavo su cui i nuovi nati di famiglia vengono per tradizione fatti sedere a sua abitazione, la casa è gestita dalla nipote, Petronilla. Accoglie i visitatori un giardino ricco di fiori coloratissimi, rari da vedere a queste latitudini, e disseminato di pietre multiformi e di mille ninnoli e oggetti. giardino della casa. Prima di raggiungere l’hotel a Egilsstadir ( è una città dell´est dell´Islanda sulle sponde del fiume Lagarfljót. Nel 2004, la città contava più di 2100 abitanti.), vediamo anche una fabbrica di alluminio.

16-07
Finalmente oggi un po’ di sole, ci fermiamo in una fattoria per gustare un dolce tipico “palla dell’amore “( un po’ come le ns. frittelle con dentro l’uvetta), raggiungiamo un´altra l’imponente cascata: Dettifoss, la cascata dell’Acqua che Rovina, il suo salto, la sua potenza e la forza con cui l’acqua fangosa dello Jökulsá á Fjöllum si getta nella gola sono assolutamente impressionanti e paurosi, specie se la si osserva da distanza ravvicinata. Il salto venne originato da un violento terremoto dovuto a un’eruzione vulcanica che deviò il corso del fiume verso una profonda fenditura nella pianura basaltica. È alta 44 m e larga 100 m, mentre la portata media è di più di 180-200 m³/s. Io la vedo un po’ da lontano poiche’ il percorso è accidentato, cmq è spettacolare in fondo …… quando si fa strada il fiume c’è un enorme canyon. A pranzo cerchiamo di fare un pic-nic nella Gola degli Dei, ma dopo poco che iniziamo a pranzare arriva il solito acquazzone, il Rifugio degli Dei, è un canyon situato nell´Islanda del nord. È lungo 3,5 km, e largo 1,1 km, circondato da maestose mura di roccia alte 100 m. La gola è sorprendentemente alberata da una vera e propria foresta di betulle, che possono arrivare anche a 8 m d’altezza, salici, larici cespugli e muschi. Al centro corre per più della metà della sua lunghezza, una solitaria e ripidissima rocca, chiamata Eyjan, l’Isola, Ásbyrgi ebbe origine da due catastrofiche alluvioni dell’ultimo periodo post-glaciale dello Jökulsá á Fjöllum originate dal parziale scioglimento del Vatnajökull. Proseguendo raggiungiamo il tipico villaggio di Usavik dove si trova un bel porticciolo e una chiesa e il museo delle balene, vive di pesca e turismo. La cittadina è conosciuta per il whalewatching, è addirittura soprannominata la "capitale mondiale ": le uscite in barca per ammirare le balene hanno praticamente sempre successo in quanto la baia di Skjálfandi è un vero e proprio crocevia per i cetacei. Alla sera cena: zuppa di crostacei, merluzzo con pomodoro e olive e muffin caldo con cuore di cioccolato, bellissima vista dalla sala ristorante, e nell’hotel Edda ( d’inverno adibito a scuola in estate hotel per turisti) prima di cena c’era piscina di acqua termale calda e cosi’ faccio bagno rilassante.

17-07
Oggi scopriamo la zona del Lago Myvatn : Si trova a circa 100 km a est di Akureyri, ad una cinquantina di km da Húsavík sulla costa settentrionale dell´Islanda. La zona è nota per la presenza di una quindicina di specie di anatre che affollano in colonie di centinaia o addirittura migliaia di individui le acque del lago, ghiotte di insetti (specialmente moscerini ) che affollano le sponde del lago, tanto che il nome stesso del lago significa "lago delle mosche". Situata in un´area estremamente vulcanica, ha visto dal 1975 al 1984 nove eruzioni. Sulle sponde del lago si possono ammirare strabilianti formazioni laviche create dalle colate incandescenti a contatto con l´acqua fredda che in alcune zone ha formate strutture alte anche decine di metri, dette "castelli neri" per il colore della roccia lavica, oppure labirinti in cui si diramano piacevoli sentieri a contatto con questa natura estrema. Al mattino visitiamo ancora una cascata di Godafoss, è una delle cascate più note e spettacolari, situata nel nord dell´isola, ci fermiamo anche dalle piscine di acqua termale e visitiamo inoltre le fumarole (con forte odore di zolfo), e un cratere dove era presente ancora qualche piccola zona innevata. In serata arriviamo a Akureyri, la cittadina piu’ grande del nord. Attraversata da un fiume, la città è a meno di 100 km a sud del Circolo polare artico., (Chiamata "Città del sole di mezzanotte" o anche "Capitale dell´Islanda del Nord", è un importante porto e centro di pesca,) dopo essere andati in hotel abbiamo fatto un giro per vedere la chiesa e il centro dove ho fatto la foto con gli elfi,
Alla sera dopo cena andiamo all’avvistamento delle balene e dei delfini in mare aperto, la baia islandese offre condizioni ottime per la vita di balene e altri cetacei: acque profonde esposte alle correnti, variazioni di livello dell´acqua minime, cibo in abbondanza e zone riparate dalle tempeste oceaniche. Ed ecco apparire circa 7/8 balene e anche i delfini che ci accolgono con le loro acrobazie a fior d’acqua.

18-07
Anche oggi fiordi, dobbiamo percorrere 385 km per raggiungere la capitale, visitiamo lungo il percorso l’antica fattoria di torba Glaumbaer, alla sera raggiungiamo la capitale passando sotto a un tunnel di 6 km sotto le acque del fiordo, alla sera nell’hotel era presente una spa e io trascorro prima di cena un po’ di tempo nella piscina con sauna e bagno turco e poi mangio nell’hotel hamburgher gigantesco con patatine fritte e birra.

19-07
La mattinata la dedichiamo alla visita della città: -universita’,-palazzo della musica -Un edificio appariscente è il Perlan, sotto una cupola di vetro si trova un enorme serbatoio di acqua bollente per il riscaldamento delle case, la fornitura di acqua calda e in inverno il riscaldamento delle strade e marciapiedi. Vi si trova pure un piccolo museo dedicato alle saghe islandesi, nonché alcuni negozi e, all´ultimo piano, un ristorante girevole che, compiendo una rotazione completa, offre ai clienti una vista completa sulla zona circostante.
-chiesa coi pilastri che ricordano le rocce di basalto e al cui interno si trova un organo tedesco con 5000 canne. E’ anche l´edificio più alto d´Islanda. Situato in cima ad una collina sovrasta il centro della città. Con la sua torre alta 73 metri può essere considerata il simbolo della città. Prima di ripartire per l’aereoporto ci concediamo ancora un pranzo a base di aragostine e vino cileno (con Cristina e in compagnia di Matilde, di Giulia e di Malia), sul porto vecchio della citta’ molto caratteristico, alle 14 si va verso il volo di rientro.